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DIMMI COME CUOCI IL CIBO E TI DIRO’….

SE LO FAI IN MODO SALUTARE !

Alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, preso dalle mille cose da fare, non ha bruciato la verdura messa a soffriggere, o la torta preparata per l’amico che si presenta all’ultimo momento a casa. Immagino di non essere l’unica. Eppure la cottura dei cibi è proprio una di quelle cose a cui dovremmo stare maggiormente attenti quando prepariamo manicaretti di ogni tipo. Ho quindi deciso di elencare pregi e difetti delle varie cotture sperando di esservi di aiuto.

  • La cottura al forno: è una tecnica molto adatta quando dobbiamo cuocere pezzi grandi di cibo (come ad esempio il pollame, cosciotti, pesci) ma, è utile ricordare, dopo un paio d’ore i valori nutritivi di quanto abbiamo cotto si riducono notevolmente. Ciò non accade però se, una volta preriscaldato il forno e prestando un po’ di attenzione, permettiamo al calore di formare un sottile strato di crosta che aiuterà il cibo a mantenere al proprio interno tutte le sue sostanze nutritive.
  • La cottura alla griglia: questa è una tecnica preferita tendenzialmente per i pezzi più piccoli. Sicuramente è una delle cotture più coinvolgenti, soprattutto durante le grigliate estive, ma è anche una delle più difficili. Perché questo? Beh, proviamo a pensare a quando prendiamo le fettine di lonza, salsicce o le favolose costine… Quanti prima di metterle sulla piastra hanno l’accortezza di ungerle? Pochi. Tuttavia così facendo riusciremmo a ridurre il rischio di bruciarne la superficie e di sviluppare le sostanze cancerogene create dal processo di combustione eccessiva del cibo.
  • La cottura a vapore: sicuramente è la tecnica più “dietetica”, in quanto permette di non aggiungere condimenti o comunque di aggiungere olio a freddo, molto più salutare dell’olio cotto. Bisogna tuttavia distinguerla da quella usata quando frettolosamente lessiamo in acqua gli alimenti. Questo per un semplice motivo: in acqua vi è una dispersione di sostanze nutritive, soprattutto quando gli alimenti vengono sbucciati, come nel caso di frutta e verdura. L’ideale sarebbe cuocerli mantenendo le loro bucce, ricordate, però, bisogna aspettare che l’acqua bolla prima di immergervi gli alimenti!

  • La cottura in pentola a pressione: con la pentola a pressione i cibi raggiungono in minor tempo la cottura e per questo rimangono meno esposti alle temperature elevate. I legumi e i cereali, per esempio, sono valorizzati dalla cottura a pressione, mentre per alimenti che si deteriorano velocemente ad alte temperature, come l’olio di semi per esempio, non andrebbe usata.

  • La cottura a microonde: il microonde è sicuramente molto più usato del forno, soprattutto quando, tornati dal lavoro o in pausa pranzo, scaldiamo i cibi precotti. Poiché nel micro-onde, come dice il nome stesso, la cottura avviene tramite onde elettromagnetiche, molti vedono in questo strumento una delle cause principali di tumore, altrettanti invece lo approvano. Credo che la realtà stia nel mezzo: è vero che cuoce molto velocemente, ma d’altro canto non scalda in modo uniforme e non riesce a raggiungere quelle temperature adatte a uccidere i germi patogeni presenti nei cibi. soprattutto se da tempo scongelati o preconfezionati.
  •  La frittura: partiamo da una verità: il fritto non fa male (se fatto bene e mangiato con moderazione). Il problema del fritto si presenta soprattutto quando la temperatura dell’olio supera i 180° C, ovvero quando lo vediamo fumare. Questo perché proprio in quel momento l’olio inizia a diventare cancerogeno. Ma ogni olio ha un “punto di fumo” diverso: tendenzialmente gli oli di girasole o di arachidi ne hanno uno più basso quindi meglio prestare loro un po’ più di attenzione. Altro consiglio? sicuramente quello di cambiare l’olio ad ogni frittura e non rabboccare mai olio combusto con olio “nuovo”.

    Spero di essere stata utile! Ci vediamo al prossimo post!

Come cuoci il cibo?
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